Le scienze, agosto 1999, pag.
372
Questo bizzarro universo
Sandro Modeo
Dennis William Sciama - Questo
bizzarro universo - Di Renzo Editore
La cosmologia è ormai ascesa
al rango di una moda. Si tratta, beninteso, di un fenomeno
da salutare con favore, che può contribuire a
tenere i lettori lontani dal pericolo di certi rigurgiti
neospiritualisti. Tuttavia l’inflazione di pubblicazioni
sul tema può disorientare: solo lo scorso anno
sono usciti, tra gli altri, testi importanti come quelli
di Lee Smolin, David Deutsch e Martin Rees.
Giunge allora opportuno, questo conciso ma denso libretto
dell’editore Di Renzo, in cui il più autorevole
tra i cosmologi viventi, tennis Sciama – allievo
di Dirac e mentore, oltre che degli stessi Deutsch e
reese, anche di Stephen Hawking – affronta con
rigore e chiarezza, senza peraltro temere l’impiego
di qualche asperità tecnica, tutti gli interrogativi
più urgenti della cosmologia contemporanea e
le relative implicazioni filosofiche. Dopo un rapido
excursus autobiografico – in cui parla della proprio
formazione a Cambridge, del periodo oxfordiano e dell’approdo
alla SISSA di Trieste – Sciama riassume criticamente
nell’ordine lo scontro «ideologico»
sulle origini dell’universo fra fautori, come
Fred Hoyle, del «principio cosmologico perfetto»
(che si concretizzò nella teoria dello stato
stazionario) e sostenitori del «Big Bang»
(tra i quali pone se stesso); il dibattito sulla «materia
oscura», già vagamente intuiti da Laplace.
Il punto forse di maggior interesse è però
quello sulla possibile esistenza di molti universi,
tema sul quale si è scritta più fantascienza
che vera scienza. Sciama lo sviluppa fuori da ogni vaghezza
filosofica, passando attraverso le forche caudine del
principio antropico, della «regolazione fine»
e della predittività dell’ipotesi. Ovviamente
non conclude. Si limita a ricordare che l’ipotesi
stessa non è meno bizzarra di quella dell’universo
«unico»; e che comunque la scienza avanza
attraverso un processo selettivo che screma, spesso,
proprio le teorie più contrarie al buon senso.